
La mente dello stregone era rimasta rapita dalla quantità di preziosi brandelli di sè che andava riscoprendo durante quel suo volontario esilio. I suoi viaggi trascorsi, i suoi sogni passati, persino quelli che erano stati suoi pensieri gli scorrevano innanzi imprimendosi di significati nuovi ed imprevedibili. In quel luogo, dove l'isolamento era la legge e la mente era libera di vagare in se stessa, il viandante stava ricordando. Senza che ne fosse del tutto conscio, stava imparando di sè ciò che per tutta una vita aveva inutilmente cercato. Tutto il suo vagare, tutta l'irrequietezza e l'instancabilità del suo animo tormentato assumevano ora un senso. Senza che se ne rendesse conto, un'immagine si andò formando davanti ai suoi occhi aperti. Era un ricordo: una nave sfrecciare nel cielo, la luce di un morente crepuscolo, un uomo all'ombra di un mantello. E, come sempre era stato, un nuovo viaggio che si profilava all'orizzonte. 
|